In scioltezza, visto che sono di passaggio ora per l’italia, non potevamo certo esimerci dallo scrivere due righe sugli Einstürzende Neubauten, non tanto per fare una recensione del nuovo disco o del concerto, anche perchè sul concerto ha già scritto nero a sufficienza, quanto perchè suonano una tipologia di strumenti che possiamo definire non convenzionali, diciamo pure "fatti in casa".
Di fatto la struttura della band non si distanzia molto da quella di molte altre, batteria, basso, chitarra, tastiera, percussioni e voce, potrebbero anche fare reggae… In realtà però la batteria e le percussioni si differenziano in maniera sostanziale dai classici standard comuni già a livello costruttivo; se infatti per chitarra e basso troviamo dei classici e blasonati amplificatori che potete trovare sul palco di qualunque altro gruppo, la sezione ritmica di fatto è quasi interamente autocostruita, o comunque utilizzata in maniera assolutamente fuori dagli schemi.
La batteria, ad esempio, è composta da elementi standard uniti in modo un po’ bizzarro, così capita di vedere un rullante da 18 pollici o un timpano da 20 (considerate che 18-20 pollici generalmente sono la misura di una grancassa standard), e perla delle perle i piatti seghettati a lama di troncatrice da pietra! O una enorme molla alta un paio di metri, come pure un pezzo di lamiera da alternare al rullante… Insomma, la batteria di Rudolf Moser è il risultato della contaminazione tra una batteria tradizionale e l’officina di un fabbro, e anche il magazzino di qualche vecchia banda di paese.
Altro pezzo forte della band è N.U. Unruh, percussioni; di fatto la sua postazione è qualcosa di tremendo, una molla tesa con all’interno un micrfono piezoelettrico da percuotere con le bacchette piuttosto che varie chincaglierie metalliche da suonare con un trapano ed altre diavolerie simili. Anche Blixa Bargeld, cantante e leader del gruppo nonchè grande amore di un’intera generazione fa un uso abbastanza particolare del proprio strumento: la sua voce estremamente profonda già è peculiare di per sè, ma in alcuni momenti egli si diverte anche percuotendo le sue guance e utilizzando la bocca come cassa di risonanza.
A coronare il tutto in alcuni pezzi del concerto compaiono sul palco tubi di diversi materiali e misure piuttosto che taniche del kerosene, insomma, gli Einstürzende Neubauten sono la dimostrazione che i suoni possono non essere standardizzati, e che la ricerca può portare a dei risultati veramente notevoli, senza peraltro un particolare dispendio monetario…
Un completo discorso a parte meriterebbe la loro scelta di non farsi più produrre da nessuno se non dai propri fan (qui trovate maggiori informazioni), senz’altro una scelta geniale per emanciparsi dalla merda del mercato discografico gestito dalle major. Nel caso, approfondiremo.
le abbiamo le foto, ma non ho ancora capito come metterle nell’album, un giorno o due e le trovi.
che figata, ma non avete delle foto degli strumenti?